Fine dell’estate

Poesia di Louise Glück

Dopo che pensai tutte le cose,
pensai al vuoto.

C’è un limite
al piacere che trovavo nella forma –

In questo non sono come voi,
non mi appago in un altro corpo,

non ho bisogno
di un riparo fuori di me –

Mie povere ispirate
creazioni, siete
fastidi, in fondo,
mera limitazione; siete
alla fine troppo poco simili a me
per piacermi.

E così candide:
volete essere ripagate
della vostra scomparsa,
pagate tutte con qualche parte della terra,
qualche ricordo, come una volta eravate
compensate per il lavoro,
lo scriba pagato
con argento, il pastore con orzo

Per quanto non è la terra
a durare, non
queste scaglie di materia –

Se apriste gli occhi
mi vedreste, vedreste
il vuoto del cielo
specchiato in terra, i campi
di nuovo nudi, senza vita, coperti di neve –

poi luce bianca
non più travestita da materia.

Dove sei

La serenità gentile della corolla
nasconde il viso. Dove sei, ora?
Mi guardi. Mi guardo.
Ma solo parzialmente

Ti ritrovo in un ciglio
pungolante anomalia
e nello specchio, vedo le tue
cancrene

Dov’è ora quel nevuschio leggero
che copre e conserva
come cenere
la santità perduta
e quasi mai ritrovata?

La bellezza morde
ed il tasso dorme

Dove sei. Dove siamo.

La Mente Cuore

Lo stupore si nasconde dietro ad una porta socchiusa,
Ad un rumore all’orizzonte, ad un profumo soffuso e solitario

Ma il più grande stupore si nasconde dentro, nell’animo umano.
Poichè non vi è pensiero senza esperienza
E non può esserci esperienza senza pensiero

L’ideale sarebbe trovare la chiave per il proprio cuore
Senza farsi depistare da clandestini piaceri

Paolo Cammelli (2018)

Solitudine secondo Hargreaves

Negli aeroporti e in altri spazi pubblici gli individui col telefono cellulare e l’auricolare camminano qua e là, parlando ad alta voce da soli, come schizofrenici paranoici, incuranti di ciò che sta loro intorno. L’introspezione è un’attività che sta scomparendo. Sempre più persone, quando si trovano a fronteggiare momenti di solitudine nella propria auto, per strada o alla cassa del supermercato, invece di raccogliere i pensieri controllano se ci sono messaggi sul cellulare per avere qualche brandello di evidenza che dimostri loro che qualcuno, da qualche parte, forse li vuole o ha bisogno di loro.

Andy Hargreaves

Libertà secondo GLF

«La libertà è una cosa più complicata dei “diritti”, la libertà è una forma di disciplina. C’è un aneddoto che mi è sempre piaciuto: ti prendo, ti butto in mezzo al deserto e ti dico “vai, sei libero”. Tu non sei libero, anche se in apparenza lo sei. Per essere libero dovresti conosce le oasi più vicine, sapere dove andare, saperti orientare. Oggi l’uomo è disorientato. Ma questo disorientamento lo chiama “libertà”. Bisogna al contrario essere consapevoli di com’è questo mondo, per tracciare un sentiero che è la tua vera, disciplinata libertà»

Giovanni Lindo Ferretti

City (estratto)

Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada? Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.

Alessandro Baricco